Un interrogatorio che ricorre spesso, in ambito condominiale, concerne l’obbligatorietà o meno della stipula, da parte del condominio, di una polizza assicurativa che copra dal rischio di eventuali danni recati ai condomini o ai terzi dalle parti comuni.
E’ bene aver presente, allora, che non esiste nel nostro ordinamento una norma che imponga di stipulare una polizza assicurativa che copra dal rischio di eventuali danni provocati dalle parti comuni. Il che significa che la decisione è rimessa alla volontà dei condomini, i quali saranno chiamati a deliberare sul punto – come chiarito dalla Cassazione (cfr. sent. n. 15872 del 6.7.2010) – con un numero di voti che rappresenti, sia in prima sia in seconda convocazione, la maggioranza degli intervenuti in assemblea e almeno la metà del valore dell’edificio (fermi, naturalmente, i quorum costitutivi di cui il primo e terzo comma dell’art. 1136 cod. civ.).
Deriva da tanto che, ove il regolamento di condominio nulla disponga in relazione alla questione di interesse, all’interrogativo da cui abbiamo preso l’avvio non può che darsi risposta negativa.
Per altro verso, c’è poi da evidenziare che l’amministratore non ha alcun potere di stipulare un contratto di assicurazione senza l’autorizzazione dell’organo assembleare. Si tratta di una precisazione (da ritenersi ancora valida dato che la legge di riforma del condominio nulla ha innovato sul punto) espressa anch’essa dai Supremi, giudici, i quali hanno ritenuto non rientrare tra le attribuzioni di chi amministra un fabbricato la conclusione di un contratto del genere (cfr. sent. n. 8233 del 3.4.2007).
(Fonte Confedilizia)

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