Si chiama “Civico 5.0 – Un altro modo di vivere in condominio” ed è la campagna lanciata a dicembre da Legambiente per sensibilizzare gli italiani riguardo a un problema molto attuale, di cui non si parla abbastanza: nella nostra Penisola circa 20 milioni di persone abitano in appartamenti costruiti prima degli anni Novanta con tecniche e materiali che non prestavano alcuna attenzione all’ambiente. Il risultato è che questi difetti strutturali fanno lievitare la bolletta e danneggiano la nostra salute, immettendo nell’atmosfera tonnellate di gas serra.

Riqualificare per risparmiare
Come invertire la tendenza? Secondo Legambiente è necessario riqualificare almeno 30mila condomini l’anno entro il 2030 per ridurre del 50% i consumi e risparmiare 394,5 milioni di euro, circa 620 euro ad alloggio ogni 12 mesi. In questo modo, oltre ad aumentare il valore degli immobili, si eviterebbe l’immissione di 840 mila tonnellate di CO2 nell’atmosfera. Il primo step per raggiungere l’obiettivo è la condivisione: lavanderia o rete wi-fi in comune e un deposito con frigo e freezer per un gruppo di acquisto, per fare alcuni esempi, permettono un notevole risparmio energetico. All’estero lo hanno già capito: in Germania e Olanda i Governo hanno introdotto programmi per la riqualificazione degli edifici residenziali più datati.

L’importanza degli elettrodomestici
Non sono solo i condomini a “mangiare” energia. Una voce di spesa importante per le famiglie è quella legata agli elettrodomestici poco efficienti: frigoriferi, forni, lavatrici e climatizzatori fanno spendere più di 2.500 euro all’anno. Ecco perché Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, invita a informarsi molto bene sulla classe energetica prima dell’acquisto di un nuovo apparecchio.

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