Prezzi immobiliari con moderato aumento anche in Italia.

Prezzi delle case in Italia: +0,5% nel 2019
Per quanto riguarda l’Italia, gli analisti si aspettano un aumento molto graduale dei prezzi: in particolare un +0,5% nel 2019 che potrebbe diventare un +1,3% nel 2020. L’attività economica è infatti vista in ripresa dopo il rallentamento della fine del 2018. Bene anche la domanda, che resterà sostenuta grazie ai tassi di interesse bassi e alle condizioni favorevoli del credito.

Mercato immobiliare italiano ancora poco dinamico
Il mercato immobiliare italiano nel 2018, nota S&P, ha visto prezzi stabili ad un -0,2% annuo lo scorso giugno, a causa di una domanda in ripresa accompagnata da una abbondante offerta che non ha permesso il rialzo dei prezzi. A settembre il numero delle nuove case rappresentava meno del 20% del picco raggiunto nel 2005, mentre le intenzioni di acquisto sono impostate per raggiungere i massimi dal 2009. Allo stesso modo si comporta la domanda per prestiti legati all’acquisto di casa.

Il mercato, che pure non è ancora dinamico quanto potrebbe, mostra tuttavia transazioni in crescita del 5,8% annuo a settembre; peggio è andata alla fine dell’anno, quando lo stop dovuto al rallentamento economico e al calo dei posti di lavoro si è riflesso anche sul mercato della casa. Il tutto accompagnato dalla fine del Qe della Bce e dai tassi dei mutui impostati al rialzo dall’estate 2018.

Previsioni 2019 per il mercato immobiliare italiano
Il 2019 tuttavia potrebbe essere l’anno della svolta. Le prospettive per l’anno, secondo S&P, vanno in direzione di una ripresa, nonostante il Pil sia previsto nell’anno in corso a un +0,7%. L’aumento di posti di lavoro, previsti in crescita dopo il rallentamento di fine 2018, dovrebbero riportare ad una maggiore disponibilità di spesa rafforzando anche la domanda abitativa. I tassi di interesse, anche se in aumento, restano favorevoli (2,27%) mentre il rapporto price to income e price to rent resta intorno al 10-15%, sotto la media degli ultimi 20 anni. Entro fine anno i prezzi potrebbero quindi tornare in territorio positivo. Nel più lungo termine, con la popolazione in età da lavoro in calo dal 2020, la domanda di abitazioni potrebbe tuttavia subire un nuovo stop.

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